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日志


8月29日

SIVIGLIA, 28 agosto 2007

Il giocatore del Siviglia e della nazionale spagnola Antonio Puerta, ricoverato in condizioni molto gravi da sabato sera dopo avere subito un arresto cardio-respiratorio nella partita con il Getafe, è morto oggi nell'ospedale Virgen del Rocio di Siviglia.

 

SIVIGLIA IN LACRIME - Puerta era ricoverato da sabato scorso presso il reparto di terapia intensiva e le sue condizioni erano peggiorate nelle ultime ore a causa dell'aumento della sofferenza cerebrale e di una disfunzione multiorganica provocata dal lungo arresto cardiaco. Appena informati, i suoi compagni di squadra del Siviglia (dove giocano anche gli italiani Maresca e De Sanctis) sono immediatamente rientrati da Atene, dove avrebbero dovuto giocare il ritorno del terzo turno preliminare di Champions League con l'Aek. Partita rinviata dalla Uefa a lunedì 3 settembre alle 21,45 locali, le 20,45 italiane. "Stiamo vivendo un momento difficilissimo", le uniche parole del presidente Josè Maria del Nido, in lacrime. Il club spagnolo, di comune accordo con la famiglia del giocatore, ha deciso di allestire una camera ardente all'interno dello stadio Ramon Sanchez Pizjuan, che resterà aperta fino a giovedì, giorno in cui si terranno i funerali. Con la bandiera del Siviglia accanto a quella spagnola e in bella mostra le cinque coppe in 15 mesi che il Siviglia si è portato a casa dalla vittoria della Coppa Uefa 2005/06 fino a oggi.

 

MOGLIE INCINTA - Antonio Puerta era nato a Siviglia il 26 novembre 1984 e nella sua carriera da calciatore ha sempre indossato la maglia della squadra della sua città. Centrocampista mancino, era considerato uno dei giovani più promettenti del calcio spagnolo e si era già guadagnato l'interesse di alcuni grandi club, fra i quali anche il Real Madrid. Puerta, che vantava anche una presenza con la nazionale spagnola, con il Siviglia aveva conquistato due volte la coppa Uefa, una Supercoppa Europea, una Supercoppa di Spagna e una coppa del Re. Lascia la moglie incinta: tra un mese e mezzo sarebbe diventato padre per la prima volta.

 

LUTTO - La Lega spagnola ha proclamato il lutto per la prossima giornata di campionato e ha chiesto ai club di osservare un minuto di silenzio prima dell'inizio delle partite. La decisione è ufficializzata da un comunicato apparso sul sito ufficiale.

 

REAL MADRID- Il Real Madrid ha rinviato il trofeo "Santiago Bernabeu", che si sarebbe dovuto assegnare domani in una sfida unica fra il club campione della Liga e lo Sporting Lisbona. La decisione è stata presa "in segno di dolore e rispetto per la morte del giocatore del Siviglia, Antonio Puerta".

 

MILAN - Il Milan ha espresso il proprio cordoglio in una nota pubblicata sul sito ufficiale rossonero e si è detto disponibile a un eventuale rinvio. "L'A.C.Milan, con il suo Presidente, l'Amministratore delegato, lo Staff, la Squadra e tutti i Dipendenti - si legge - piange la scomparsa di Antonio Puerta e si stringe, con dolorepartecipe, agli amici del Siviglia e alla famiglia del giocatore. Il Milan resta a disposizione e condivide fin d'ora qualunque decisione verrà adottata dall'Uefa per la disputa o meno della gara di SuperCoppa Europea". Ma la Uefa, attraverso il portavoce William Gaillard, ha comunicato che la partita si giocherà regolarmente, trasformandosi "in tributo" ad Antonio Puerta. In questo senso il Milan ha comunicato inoltre che la prevista conferenza stampa di domani a Milanello in avvicinamento alla Supercoppa è stata annullata e che pertanto il centro sportivo rimarrà chiuso.

Una partita come tributo??? The show must go on... Niente  e nessuno riesce più a fermare questo carrozzone sul quale noi non siamo mai saliti, ai nostri valori principi ed ideali sempre fedeli... non saremo mai parte integrante di questo sistema, le nostre idee non saranno mai omologate. Orgogliosi e fieri di essere... 

8月23日

Ufficiale Roma: Cicinho firma per 5 anni

Cicinho e' ufficialmente un giocatore della Roma. Il laterale brasiliano, prelevato ieri dal Real Madrid, ha firmato un contratto di cinque anni. Lo rende noto la societa' giallorossa attraverso un comunicato. "Con il calciatore e' stato sottoscritto un contratto economico per le prestazioni sportive di durata quinquennale, che prevede il riconoscimento di un compenso lordo di 3,6 milioni di euro per la stagione sportiva 2007/2008; di 3,7 milioni di euro per la stagione sportiva 2008/2009 e 2009/2010; di 3,8 milioni di euro per la stagione sportiva 2010/2011 e di 4 milioni di euro per la stagione sportiva 2011/2012". Al Real Madrid vanno 9 milioni di euro per il cartellino del giocatore, da pagarsi in tre annualita'. "La Roma, inoltre, riconoscera' al Real Madrid FC l'ulteriore somma di un milione di euro per ciascuna stagione in cui acquisira' il diritto a partecipare all'Uefa Champions League nel periodo 2008/2009 e 2011/2012, per massime due volte", si legge nel comunicato ..
Daje ROMA Daje...

.. VINCENZO SPAGNOLO ..

29-1-1995

 

Allo stadio Luigi Ferraris di Genova è in programma Genoa-Milan, partita valevole per il campionato di calcio italiano. Prima dell'inizio ci sono stati degli scontri tra i tifosi delle due squadre. Si parla di alcuni feriti e addirittura di tre morti, ma non ci sono voci ufficiali. Quando la radio diffonde ufficialmente la notizia che un tifoso genoano, Vincenzo Spagnolo, accoltellato prima della partita, è deceduto all'ospedale, alcuni spettatori abbandonano lo stadio in segno di protesta, altri cominciano una contestazione verbale nei confronti dei giocatori e dell'arbitro che sembrano decisi a voler portare a termine la gara. In particolare dalla curva Nord, dove sono soliti riunirsi i tifosi ultras del Genoa, parte un fitto lancio di oggetti verso il campo con il chiaro intento di far sospendere l'incontro.
Dopo 38 minuti dall'inizio del primo tempo, consultati i due capitani delle squadre, l'arbitro decide di interrompere la partita. A questo punto gli ultras genoani, che hanno già ritirato gli striscioni dalla curva in segno di lutto, escono dallo stadio e nel tentativo di "farsi giustizia da soli", si riuniscono sotto il settore ospiti, dando inizio ad una violenta battaglia contro le forze dell'ordine.
L'assedio va avanti per parecchie ore; solo alle 23, infatti, riportata la calma intorno allo stadio, i tifosi del Milan vengono fatti uscire. Anziché essere accompagnati alla stazione e ritornare a Milano con il treno speciale con cui sono arrivati, per paura di ulteriori incidenti, vengono fatti salire sugli autobus del trasporto pubblico di Genova e, via autostrada, condotti con questi fino a Milano dove giungeranno verso le cinque del mattino.
Il mondo sportivo italiano registra uno tra gli eventi più drammatici dei suoi 100 anni di vita. Il bilancio è pesante: otto ore di violenti scontri, diversi feriti tra i tifosi e le forze dell'ordine e un morto.

 

 

26–08-2007 Genoa – Milan

 

Ci risiamo…

Prima o poi doveva accadere, le due squadre sono di nuovo una di fronte all’altra, nella stessa città nello stesso stadio di 12 anni fa…

Lo stadio Marassi di Genova è stato interdetto ai tifosi rossoneri. E' questo il senso dell'ordinanza del prefetto di Genova Giuseppe Romano:chiusura del settore ospiti del 'Ferraris' e l' inibizione della vendita dei biglietti fuori Genova.

Prime scritte apparse in città. "29 gennaio - 26 agosto",  "Vendichiamo Spagna",

questa è l’aria che si è respirata in questi giorni a Genova.

Una parte della tifoseria cerca vendetta… le autorità hanno preso posizione di conseguenza..

La domanda nasce spontanea.. se io volessi vendicare un atto di tale portata, agirei nell’anonimato o renderei pubblica la notizia???

 

Simone Barbaglia, il ragazzo autore del delitto, di questo atto così infame e vile appartenente al gruppo Brigate II, fu rintracciato il giorno stesso della

Partita, in primo grado venne condannato con rito abbreviato a 11 anni e 4 mesi di reclusione, in appello a 14 anni e mezzo e in Cassazione 16 anni e 6 mesi.

 

Oggi dove si trova Simone Barbaglia??

 

Il 28 febbraio è stato scarcerato grazie all’indulto..

 

Questo è la giustizia??.. un onesto cittadino e tifoso, viene costretto a disertare uno stadio e a rinunciare ad una fede, a un credo, a non seguire la propria squadra del cuore per atti commessi da altri, quando poi gli stessi il più delle volte non pagano il giusto dovuto..

Questa purtroppo è la nostra politica, che tende a generalizzare e a criminalizzare il tifoso in quanto tale e a prendere una serie di provvedimenti atti solo a tenerlo lontano dagli stadi.

 

Non ci siamo proprio…

Ancora una volta la decisione presa è a discapito dei molti per colpa dei pochi. 

8月9日

08 AGOSTO

L’8 agosto del 1956 si consumava la più grande tragedia della storia dell’emigrazione nazionale. Nelle miniere di Marcinelle in Belgio, a profondità abissali (oltre mille metri) persero la vita 262 minatori, di cui la gran parte - 136 - erano italiani.
Oggi non possiamo non rivolgere un pensiero caro ai tanti nostri connazionali che emigrarono con la speranza di un futuro migliore per se stessi e per i propri figli e che invece trovarono la morte.
Ricordiamo tutti i nostri compatrioti che sono andati all’estero per lavorare, onestamente, con estremo sacrificio e in condizioni disumane, nelle miniere. Ricordiamo le tragedie di Marcinelle in Belgio, di Monongah negli Stati Uniti nel 1907, dove persero la vita 171 italiani, di Mattmark in Svizzera. Essi non andarono, di certo, a spacciare droga o a far prostituire le proprie donne.
Esistono vari tipi di emigrazione, la nostra, forse, è stata alquanto ‘atipica’ perché gli Italiani, a differenza degli altri popoli, dovunque sono andati si sono fatti strada con onore e hanno guadagnato il rispetto dei paesi ospitanti. Con l’esempio e con il proprio sacrificio quotidiano hanno combattuto contro tutte le forme di persecuzione di cui sono stati oggetto.
Gli Italiani all’estero hanno rappresentato per l’Italia, un motivo di vanto, una realtà di cui andare fieri.

Lo stesso non possono certo dirlo le altre nazioni europee, Belgio, Olanda e anche l’Inghilterra, che spesso hanno spedito alla ‘conquista del mondo’ persone sul cui passaporto forse avrebbero dovuto scrivere ‘espulso o esiliato’ al posto di ‘emigrato.
Sono quelle stesse nazioni che hanno maltrattato i nostri emigranti e che hanno ‘conquistato il mondo’ con metodi assai discutibili, che oggi ci vengono a dare lezioni di civiltà e accusano noi di essere contro l’immigrazione e contro ogni forma di diversità.
I diritti degli Italiani prima di tutto: casa, lavoro, sanità, scuola. Dopo che anche l’ultimo Italiano avrà beneficiato dei suoi, sacrosanti, diritti, possiamo, ma solo in tal caso, prendere in considerazione l’idea di far immigrare delle persone in Italia, il cui unico scopo dovrà essere quello di lavorare.
 

8月3日

SULLA LEVA LA SOLITA DEMAGOGIA, IL LAVORO VA PAGATO..

“Il ministro della Difesa parla dei ‘notevoli costi’ dell’apparato militare e vorrebbe reintrodurre la leva per far scontare, con un anno di lavoro gratis, le varie incombenze necessarie al mantenimento dello stesso, ai nostri giovani”. “E’ giunto il momento di smettere di parlare di ‘risparmio sul costo del lavoro’ da parte dello Stato: il lavoro va pagato, sempre e comunque!”. “Così da una parte la ‘casta’ vorrebbe risparmiare sulla pelle dei giovani italiani, dall’altra invece di tagliare i costi della politica, vorrebbe consentire il ricongiungimento familiare degli onorevoli che si sentono soli, così come follemente teorizzato dai centristi”. “Se vogliono risparmiare, comincino con il ritirare le nostre truppe in Iraq e in Afghanistan e destinino gli uomini impiegati, a difesa dei confini dell’Italia e contro il terrorismo internazionale, che qui sta attecchendo”. “Avere un esercito di professionisti è un’esigenza per un paese che si reputa moderno. “L’eventuale reintroduzione della leva andrebbe studiata riducendone i tempi e migliorandone la qualità della preparazione e del servizio da svolgere, da parte dei nostri ragazzi”. “Reintrodurla così com’era, non servirebbe a nulla e a nessuno, anzi sarebbe deleteria”. “I militari di leva dovrebbero affiancare i professionisti, ma con compiti più semplici, di certo non sui campi di battaglia”. “Purtroppo e come spesso accade chi ci governa, non parla per il bene degli Italiani, bensì per il bene delle casse dello Stato. E le due cose, grazie a loro, non coincidono”.